Cosa si intende per abuso sessuale?

Nel seguente articolo: gli effetti psicologici dell’abuso sessuale e l’utilità della terapia ipnotica

L’abuso sessuale/molestia sessuale è una costrizione su una persona più debole o non capace di intendere o di volere un rapporto sessuale, attuata con la forza.

Nello specifico, citando l’art. 609 bis del Codice Penale Italiano:

« Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi. »

(Articolo aggiunto dell’art. 3, L. 15 febbraio 1996, n. 66)

Quali sono le vittime degli abusi sessuali?

Come sottolinea il codice penale, sono persone indifese. Le vittime che subiscono abusi sessuali possono essere donne, bambini, ragazzini e ragazzine, vittime appunto di persone fisicamente più forti o di persone adulte che approfittano dell’ingenuità  oppure della paura della vittima.

Spesso le vittime sono i bambini

Spesso le vittime sono i bambini

Basti pensare ai classici casi di bambini/e molestati da persone più grandi. I bambini non si ribellano a queste violenze perché il più delle volte non vedono malizia negli atti dei violentatori oppure per la grande paura che provano, che provoca il cosiddetto “freezing”, ovvero un blocco. Tante ragazze molestate infatti dicono che al momento dell’abuso si sono sentite paralizzare dalla troppa paura, tanto che aspettavano impassibili che il tutto finisse. Non dimentichiamo inoltre che molti abusanti sono persone vicine alla famiglia della vittima, quindi quest’ultima si sente in colpa a parlarne con i genitori o con le autorità per paura di rovinare i rapporti famigliari. Si assume la colpa insomma.

Quali sono le conseguenze a libello psicologico delle vittime di abuso sessuale?

Possono essere molteplici. A livello relazionale le vittime di un abuso possono presentare poi molte difficoltà con persone del sesso opposto, possono essere impauriti dalla vicinanza fisica, dal rapporto sessuale stesso. Inoltre possono arrivare anche al punto di temere relazioni con gli altri perché si sentono inadeguate o si vergognano.

Infatti a livello individuale queste persone sono afflitte da un profondo senso di vergogna generale nel rapporto con gli altri e con se stessi.

Perché molte vittime di abusi provano vergogna e senso di colpa?

Alcune vittime accusano se stesse per l’accaduto. La possibilità che questo caso si presenti aumenta nel  momento in cui l’aggressore è un conoscente oppure se le vittime non ricevono aiuto da parte di famigliari, amici o autorità. Il senso di vergogna e di colpa può anche impedire alla persona di denunciare agli altri l’accaduto.

Specialmente se la vittima si trova nella fase dell’infanzia, quando giunge poi a quella dell’adolescenza e dell’età adulta si accusa addirittura di non aver reagito: ma il fatto è che all’epoca non poteva o non sapeva come difendersi!

Esiste una terapia contro gli effetti negativi dell’abuso sessuale?

Sì, nel caso di abusi subiti durante l’infanzia innanzitutto è necessario far pace con il “bambino interiore”. Molto spesso infatti le vittime di abuso sessuale se la prendono con se stesse per non aver reagito… oppure si sentono in colpa, pensando che la colpa appunto sia loro. Spiegare subito alla persona in terapia come funziona il trauma e gli effetti di un abuso risulta allora estremamente necessario: la vittima non ha nessuna colpa, all’epoca non aveva la possibilità di difendersi.

Passo ulteriore, nei casi di abusi sia in età infantile che adulta, è la tecnica ipnotica di Lankton volta alla risoluzione del trauma: si parte dal presupposto fondamentale che la vittima ha comunque varie parti di sé forti, accettando che all’epoca della violenza la vittima non poteva difendersi si fa sì che la parte forte della persona vada ad aiutare la parte traumatizzata, spiegandole bene cosa stava succedendo all’epoca, che non aveva colpa e portandola via dall’episodio.

In questo modo la persona potrà sentire una nuova e positiva immagine di sé, a contatto con le altre persone si sentirà meglio e dimostrerà a se stessa a livello profondo di avere ora le capacità per reagire se ci saranno persone che le vorranno fare ancora qualcosa contro la sua volontà. Infatti, molto spesso, la paura di queste persone è di non avere il controllo nelle reazioni: di diventare vittime, di essere derise. Invece tramite queste tecniche impareranno in maniera diretta che ora non sono più bimbi e che possono difendersi e dire cosa vogliono e non vogliono.

Dott. De Tomi